IO QUELLA X L’HO DIMENTICATA

Francesco, mio figlio 12 anni, mi torna a casa sabato sera dopo essere uscito in paese con gli amici e mi racconta il suo primo bacio con una sua compagna di classe. Sta crescendo, ma mamma mia quanto era bello e che momenti unici e indimenticabili da piccolo tenerlo in braccio e coccolarlo quanto volevo.

Sì mio figlio è Klinefelter, ma è un bambino uguale a tutti gli altri con i suoi pregi e i suoi difetti, abbiamo scoperto la sindrome in gravidanza con l’amniocentesi, quando siamo stati informati dal mio ginecologo e devo dire che subito mi ha dato tutte le informazioni e nello stesso tempo mi ha detto di stare tranquilla, sono uscita dal suo studio e sono scoppiata a piangere, e adesso non ricordo di preciso ma forse sarò stata un po’ in ansia nei giorni successivi, fino a quando non siamo andati a consulenza dal genetista che mi aveva indicato il mio ginecologo. Devo dire che ho incontrato le persone giuste e sono stata informata in modo corretto e questo ci ha aiutato a continuare la gravidanza in modo sereno. Tra tutte le giuste informazioni che ci diede sulla sindrome, ci diede un consiglio che io ho ascoltato alla lettera: ci disse di prendere la nostra decisione e una volta deciso di metterci una pietra sopra e dimenticare quella x in più. Io così ho fatto e devo dire che siamo arrivati a 12 anni, mio figlio è cresciuto senza problemi, al momento i controlli ospedalieri che abbiamo iniziato a 11 anni nella fase di crescita e dello sviluppo sono tutti nella norma, sono serena e tranquilla, penso che le malattie importanti siano altre.

Credetemi io davvero da quando è nato ho dimenticato la sua x in più, ed ecco gli incontri della vita….un giorno vado per il mio ipotiroidismo dall’endocrinologo, mi chiede delle gravidanze, gli racconto della sindrome di mio figlio e capita a pennello, perché proprio lui poi mi da il numero di Gennaro e mi dice di chiamarlo perché poi a breve ci sarebbe stato anche un convegno a Napoli.

Ho chiamato Gennaro non subito, dopo alcuni giorni, gli ho chiesto di incontrarci per parlare, ma perché mi piace più il contatto diretto con le persone che quello telefonico, non certo per vedere un Klinefelter adulto da vicino! Un giorno poi è venuto a casa mia abbiamo parlato e ho continuato ad essere ancora più tranquilla di prima. Poi l’incontro con Lucio al congresso ed ora nella nostra famiglia Klinefelter, dove ci si confronta, si cerca di aiutare genitori in attesa e ci si racconta, ognuno a proprio modo.

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